Il dato è interessante non solo per la sua entità, ma soprattutto per ciò che ci rivela sulla trasformazione dell’economia portoghese. Per molti anni ci siamo abituati ad associare le esportazioni nazionali ai settori tessile, calzaturiero, del sughero, del vino o ad altri settori tradizionali. Questi continuano a essere fondamentali e molti di essi sono riusciti, infatti, a reinventarsi attraverso il design, la tecnologia, la qualità e la creazione di marchi internazionali. Ma parallelamente a ciò, il Portogallo esportatore di oggi è un altro, sempre più tecnologico e specializzato.
Automobili e componenti, apparecchiature elettriche, elettronica, strumenti di precisione, tecnologie dell’informazione e della comunicazione e prodotti farmaceutici hanno oggi un peso rilevante nelle nostre vendite all’estero. Il caso dell’industria farmaceutica è particolarmente significativo: dal 2021, le esportazioni in questo settore sono cresciute in media del 37,8% all’anno, aumentando in modo significativo il loro peso tra i prodotti a più alta intensità tecnologica esportati dal Paese.
C’è anche una trasformazione meno visibile. Esportare prodotti tecnologicamente più sofisticati significa solitamente incorporare più ingegneria, conoscenze, ricerca, proprietà intellettuale e manodopera qualificata. Significa che una parte crescente della nostra economia inizia a competere non solo sul prezzo, ma attraverso la capacità di produrre qualcosa che altri mercati apprezzano e sono disposti ad acquistare.
È proprio in questo contesto che questi dati vanno considerati con un certo equilibrio. Il Portogallo sta facendo progressi, ma è ancora ben lontano dall’aver completato questa trasformazione. La media dell’Unione europea per quanto riguarda il peso dei prodotti a media e alta tecnologia nelle esportazioni di beni è del 57%, ben al di sopra del 44% portoghese. Il Portogallo occupa inoltre il 17° posto tra gli Stati membri in termini di valore assoluto di queste esportazioni.
Forse è proprio per questo che questi dati sono così interessanti. Non indicano che abbiamo raggiunto la meta. Dimostrano che stiamo andando in una direzione che vale la pena approfondire.
La prossima sfida sarà quella di aumentare il valore creato in Portogallo all’interno di queste catene internazionali. Non basta produrre componenti o ospitare unità produttive. Dobbiamo sviluppare maggiormente la ricerca, l’ingegneria, i centri decisionali, la tecnologia e la proprietà intellettuale, creando al contempo le condizioni affinché un maggior numero di aziende portoghesi possa crescere a livello internazionale.
Per troppo tempo abbiamo discusso dell’economia portoghese concentrandoci principalmente su ciò che ci manca. Produttività, salari, dimensioni delle imprese e investimenti continuano a rappresentare sfide concrete. Ma è anche importante comprendere cosa sta già cambiando, perché riconoscere un’evoluzione positiva non significa ignorare i problemi. Significa capire dove stiamo gettando le basi che possono aiutare a risolverli.
Forse una delle trasformazioni più rilevanti della nostra economia sta proprio qui: il Portogallo non si limita ad esportare di più. Sta lentamente cambiando ciò che esporta.









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