"Abbiamo svolto un ritiro molto positivo. Ci stiamo adattando molto bene al fuso orario e stiamo affrontando bene l’umidità e la temperatura di Miami. Le condizioni sono eccellenti e ora siamo pronti", ha assicurato Roberto Martínez durante la conferenza stampa pre-partita con la nazionale congolese, all’NRG Stadium di Houston, negli Stati Uniti.

Le ambizioni del Portogallo

Per quanto riguarda le ambizioni del Portogallo nella competizione e l’«obiettivo minimo» di raggiungere le semifinali fissato dal presidente della Federcalcio portoghese, Martínez ha smentito qualsiasi disaccordo con Pedro Proença, pur adottando una posizione molto più cauta rispetto al numero uno della federazione.

«I sogni guidano la vita e, per noi, i sogni guidano il nostro Mondiale. Ma in questo, l’allenatore deve fare chiarezza, ed è lui il rompiscatole che dice che prima di tutto abbiamo solo tre partite. Tutti abbiamo un sogno. Ma il Mondiale si vince con la razionalità, e io sono la voce rompiscatole che spiega come si fa», ha affermato.

Per quanto riguarda la partita contro la Repubblica Democratica del Congo nella prima giornata del Gruppo K, l’allenatore 52enne ha sottolineato la «straordinaria» fase di qualificazione della squadra africana, l’ultima delle 48 squadre a qualificarsi per i Mondiali del 2026, e ha ammesso di aspettarsi delle difficoltà.

«Stiamo parlando di una squadra che ha eliminato Camerun e Nigeria. È una squadra molto flessibile dal punto di vista tattico e non sa solo difendersi con un blocco basso. È una squadra che pressa, e nutriamo grande rispetto per la Repubblica Democratica del Congo come squadra», ha dichiarato l’allenatore spagnolo.

La presenza di Cristiano Ronaldo

Martínez ha anche parlato della presenza di Cristiano Ronaldo in quella che sarà la sua sesta Coppa del Mondo e ha ribadito che l’attaccante, anche a 41 anni, rimane determinante per la squadra portoghese.

«È il suo sesto Mondiale, ma interiormente sembra che sia il primo, grazie al livello di intensità e alla forza emotiva che possiede e trasmette. È il nostro finalizzatore e rimane determinante. I numeri lo dimostrano», ha sottolineato.

Il commissario tecnico della nazionale ha parlato anche dell’«americanizzazione» del calcio in vista dei Mondiali del 2026, con le pause di idratazione, una per ogni tempo, che cambieranno il modo in cui le squadre vengono gestite durante le partite.

«Ora ci sono quattro intervalli. È una rivoluzione. Dobbiamo sfruttarla. Si tratta di un periodo di tre minuti in cui possiamo riorganizzare la squadra, cosa che prima non avevamo. Questo aiuta moltissimo a mantenere il contatto con i giocatori durante la partita», ha concluso.