L'associazione ambientalista cita un nuovo studio sugli impatti economici della crescita del trasporto aereo e del turismo pubblicato dalla Federazione europea per i trasporti e l'ambiente (T&E), di cui ZERO è membro.

Impatto dell’aumento degli arrivi

Lo studio «dimostra che il continuo aumento degli arrivi per via aerea non solo aggrava gli impatti ambientali e climatici, ma contribuisce anche a esercitare pressione sul mercato immobiliare, riduce gli investimenti produttivi nell’economia e non garantisce un miglioramento significativo dei salari o della qualità della vita della popolazione», aggiunge in un comunicato.

Sensibilità agli arrivi turistici

I prezzi delle case e degli affitti sono sensibili all’arrivo di turisti internazionali, indipendentemente dal mezzo di trasporto, ma lo studio isola il contributo del trasporto aereo, dato che il Portogallo potrebbe trovarsi ad affrontare «una delle maggiori pressioni sui prezzi delle abitazioni e degli affitti».

Secondo Zero, l’analisi stima che «il reddito medio annuo derivante dagli immobili in Portogallo, nelle zone soggette a maggiore pressione turistica, aumenterà di 193 euro all’anno per i nuovi contratti, nei prossimi cinque anni (2026-2031)».

Preoccupazione per l’aumento della capacità aeroportuale

Gli ambientalisti sottolineano che questi risultati accrescono le loro preoccupazioni riguardo all’«espansione della capacità aeroportuale nella regione di Lisbona».

«Agli impatti già noti in termini di emissioni di gas serra, rumore, inquinamento atmosferico, degrado della biodiversità e pressione sulle infrastrutture urbane, si aggiunge ora un effetto economico spesso trascurato: l’aggravarsi della crisi abitativa e della pressione turistica sul territorio».

Inoltre, lo studio mostra anche che «la pressione esercitata dalla crescita del turismo associata al traffico aereo sull’aumento dei prezzi delle abitazioni potrebbe produrre effetti negativi sulla produttività dell’economia portoghese», riferendosi a proiezioni secondo cui gli investimenti delle imprese potrebbero subire un calo dello 0,5% nel periodo 2019-2031, il che corrisponde, in termini assoluti, «a una perdita stimata di circa 200 milioni di euro all’anno».

Orientamenti per le politiche pubbliche

In questo contesto, Zero sostiene che «il Portogallo dovrebbe orientare le proprie politiche pubbliche verso la valorizzazione del turismo e non verso la sua espansione illimitata», affermando che il Paese «trarrà maggiori benefici da un modello basato sulla qualità del turismo, sulla sostenibilità ambientale, sulla tutela di alloggi a prezzi accessibili e sulla diversificazione della propria base economica piuttosto che da una strategia incentrata sulla massimizzazione del numero di voli e passeggeri».»

L’organizzazione sottolinea che questa scelta è «pienamente in linea con la Strategia Nazionale per il Turismo Sostenibile, che dà priorità alla creazione di un maggiore valore economico, sociale e ambientale anziché al semplice aumento del numero di visitatori».

Turismo sostenibile

Per incoraggiare un turismo più sostenibile, Zero suggerisce di valutare l’introduzione di «una tassa a carico dei passeggeri in partenza dal Paese via aerea», già in vigore in diversi Paesi europei.

Questa tassa di partenza «potrebbe contribuire a internalizzare parte dei costi ambientali e sociali associati al trasporto aereo e generare entrate destinate alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, al miglioramento della qualità ambientale, al rafforzamento della mobilità sostenibile e alla qualificazione del settore turistico stesso», aggiunge.