Il Capo dello Stato ha illustrato le ragioni alla base della legge, affermando che il volto deve rimanere un elemento fondamentale dell’identità umana e della comunicazione, pur riconoscendo quanto la questione sia delicata dal punto di vista sociale e culturale.

La legge, approvata dal Parlamento a luglio con il sostegno della coalizione di governo di centro-destra e dell’estrema destra, vieta l’uso di indumenti destinati a nascondere il volto o a impedire l’identificazione delle persone in pubblico. Inoltre, rende illegale costringere chiunque a coprirsi il volto per motivi legati al genere, alla religione, all’età o all’origine.

Chi viola la legge è passibile di una multa compresa tra 150 e 3.000 euro; sono tuttavia previste eccezioni nei casi legati alla salute, a requisiti professionali, a spettacoli artistici e alle condizioni meteorologiche, nonché nei luoghi di culto, nelle missioni diplomatiche e a bordo degli aerei.

La proposta di legge è stata presentata dal partito Chega e ha suscitato reazioni negative da parte di organizzazioni quali l’Ordine degli Avvocati, il Consiglio Superiore della Procura e l’Associazione Portoghese delle Donne Giuriste, che hanno tutte espresso preoccupazioni circa la sua possibile incostituzionalità.

L’opposizione di sinistra, composta dal Partito Socialista, da Livre e dal PCP, ha votato contro la misura, accusando i suoi sostenitori di diffondere discorsi di incitamento all’odio e di promuovere l’islamofobia in nome delle preoccupazioni per la sicurezza o dei diritti delle donne. I gruppi progressisti hanno criticato la misura per aver creato un clima di panico morale e hanno messo in guardia dai rischi che essa comportava per l’unità delle comunità direttamente interessate.