"Il numero di infermieri che, secondo quanto ci è stato comunicato, è necessario per soddisfare le attuali esigenze si aggira intorno agli 850-870", ha dichiarato Ana Paula Martins ai giornalisti a Porto de Mós (Leiria), a margine dell'inaugurazione dei lavori di ristrutturazione del centro sanitario locale.
Secondo la ministra, «circa due terzi del fabbisogno» si concentrano nella regione di Lisbona e della Valle del Tago.
«Ciò che volevo sottolineare è che, ancora una volta, non si tratta solo di assumere nuovo personale – l’assunzione è una parte importante – ma anche di prolungare l’orario di lavoro», ha aggiunto.
Richiesta di intervento
Il 31 agosto, l’Ordine delle infermiere ha richiesto l’intervento urgente del ministro della Salute nel processo di autorizzazione delle ULS alle assunzioni, poiché il Paese sta sprecando oltre tremila nuovi professionisti.
In questione sono i piani di sviluppo organizzativo per il 2026, che definiscono le risorse umane di cui possono disporre le Unità Sanitarie Locali (ULS) e gli ospedali oncologici e che quest’anno non sono ancora stati approvati, nonostante, secondo l’Ordine, siano già disponibili tremila infermieri, come riportato dal quotidiano Público.
Ana Paula Martins ha sottolineato oggi che «questi tremila infermieri», che «stanno terminando gli studi in infermieristica, hanno, oltre al Servizio Sanitario Nazionale (SNS), anche altre opportunità di lavoro».
«Questi tremila infermieri, rispetto al fabbisogno di ore di assistenza infermieristica che abbiamo, sia nel Servizio Sanitario Nazionale, sia nei settori privato e sociale, sono più che insufficienti», ha affermato.
Ammettendo che, in questa fase dell’anno, vorrebbe «avere già una diversa capacità di assunzione», la ministra ha espresso la speranza che, in questo secondo semestre, sia possibile «soddisfare tali esigenze e che il bacino infermieristico disponga di una maggiore capacità di assunzione, che spesso rappresenta anch’essa un problema».
Alla domanda su quanti infermieri l’organo di vigilanza sia in grado di autorizzare per le assunzioni da parte delle Unità Locali Sanitarie (ULS), Ana Paula Martins si è rifiutata di fornire il numero, che «sarà reso noto a tempo debito, ma solo per un motivo», poiché dipende dall’adeguamento al quadro di riferimento complessivo del Servizio Sanitario Nazionale (SNS).
«Ma direi che non saremo lontani [da circa 850]», grazie a «nuovi infermieri e ore di assistenza infermieristica, il che è anch’esso molto importante», ha sottolineato.
La funzionaria ha dichiarato che «tra il 2024 e il 2025» il numero di questi professionisti che lavorano nel Servizio Sanitario Nazionale (SNS) è stato aumentato «di oltre 1.500 infermieri», pur riconoscendo che quest’anno «le ULS hanno avuto difficoltà nell’assunzione» data la necessità di adeguare il quadro di riferimento generale del SNS, che presenta indicatori prevalentemente di natura assistenziale ed economico-finanziaria.
Tale adeguamento è stato determinato dalle «dinamiche delle iscrizioni al SNS», che richiedono un ampliamento della capacità di risposta, ha affermato, aggiungendo che il quadro di riferimento generale per il 2026, che deve «essere pubblicato ora», prevede assunzioni nel secondo semestre.









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