Il team portoghese fa parte di XENON, una collaborazione internazionale che coinvolge scienziati provenienti da circa 30 paesi. L’esperimento era stato originariamente ideato per la ricerca della materia oscura, quella materia invisibile che si ritiene costituisca gran parte dell’universo.
Gli ultimi risultati hanno ora dimostrato che la stessa tecnologia è in grado di rilevare interazioni estremamente rare che coinvolgono i neutrini.
Per la prima volta, l’esperimento è riuscito a rilevare neutrini con energie fino a 17 keV (kiloelettronvolt), un livello che l’Università di Coimbra definisce senza precedenti.
I neutrini sono tra le particelle più comuni nell’universo e vengono prodotti attraverso processi che includono le reazioni nucleari all’interno del Sole. Ogni secondo, miliardi di neutrini attraversano ogni centimetro quadrato della superficie terrestre – compresi i nostri corpi – senza che ce ne accorgiamo.
Sono estremamente difficili da rilevare perché interagiscono molto raramente con la materia.
L’esperimento XENON è installato a circa 1.300 metri di profondità presso il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso in Italia. La sua posizione nelle profondità del sottosuolo contribuisce a proteggere i suoi rivelatori da altre radiazioni che potrebbero interferire con i segnali estremamente deboli che gli scienziati stanno cercando di rilevare.
Sebbene il sistema sia stato sviluppato principalmente per la ricerca della materia oscura, gli ultimi risultati dimostrano che può essere utilizzato anche per studiare i neutrini e altri eventi estremamente rari.
I ricercatori portoghesi coinvolti provengono dal Dipartimento di Fisica della Facoltà di Scienze e Tecnologia dell’Università di Coimbra, con il team coordinato da José Matias Lopes.
L’università afferma che questo risultato è frutto di oltre due decenni di sviluppo tecnologico nell’ambito della collaborazione internazionale XENON.
Rendendo possibile la rilevazione di segnali sempre più deboli, i ricercatori sperano che questa tecnologia possa aiutare gli scienziati a comprendere meglio alcune delle particelle fondamentali e dei misteri dell’universo.









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