Il Ministero dell’Istruzione ha avviato oggi una consultazione pubblica sulle linee guida per l’“uso responsabile” dell’intelligenza artificiale (IA) nelle scuole, limitando l’uso di tale tecnologia alle situazioni in cui essa “contribuisce ad ampliare le opportunità di apprendimento”.
Il documento «Intelligenza artificiale nell’istruzione – Linee guida per l’uso responsabile dell’IA in ambito educativo» sarà sottoposto a consultazione pubblica per 30 giorni sul sito web dell’Istituto per l’Istruzione, la Qualità e la Valutazione (EduQA).
In un comunicato, il Ministero dell’Istruzione, della Scienza e dell’Innovazione (MECI) spiega che la proposta riflette una linea guida trasversale: l’IA dovrebbe essere integrata nell’istruzione solo quando consente di «ampliare le opportunità di apprendimento, partecipazione e creazione».
D’altra parte, non dovrebbe compromettere l’autonomia intellettuale degli studenti, il processo decisionale pedagogico e la responsabilità dei docenti, l’equità nell’accesso e la tutela dei diritti.
L’uso dell’IA dipende dall’età degli studenti
Tra i bambini più piccoli, l’IA è intesa come uno strumento a supporto del lavoro degli educatori della scuola dell’infanzia e non come qualcosa da utilizzare direttamente dai bambini.
Per quanto riguarda l’istruzione primaria e secondaria, l’uso dell’IA – come strumento a supporto della comprensione dei contenuti, dell’esplorazione delle idee, dell’organizzazione della conoscenza e della risoluzione dei problemi – dovrebbe accompagnare lo sviluppo progressivo degli studenti nella comprensione del funzionamento e dei limiti di questi sistemi.
L’obiettivo, spiega il Ministero dell’Istruzione, della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione (MECI), è quello di «promuovere un rapporto critico e responsabile con la tecnologia e non la dipendenza da risposte automatizzate», in cui gli studenti siano ugualmente in grado di identificare errori e pregiudizi, verificare informazioni e fonti e prendere decisioni informate.
Saranno gli insegnanti a decidere quando utilizzare l’IA
Secondo le linee guida, spetterà agli insegnanti definire le condizioni per l’uso dell’IA in ciascuna attività, ma il documento propone tre modalità per lo svolgimento dei compiti.
Se l’obiettivo è osservare la prestazione autonoma dello studente, l’IA non dovrebbe essere una risorsa. In altre attività, può fungere da supporto, essendo utilizzata solo per gli scopi e nelle fasi definite dall’insegnante, oppure in modo integrato, quando fa parte dell’attività stessa o costituisce un oggetto di analisi e apprendimento.
Nuovi strumenti per orientare l’uso dell’IA nelle aule
Il Ministero dell’Istruzione, della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione (MECI) propone inoltre una serie di strumenti di supporto, quali un sistema a semaforo per l’uso pedagogico dell’IA, con condizioni per l’utilizzo dell’IA in diverse situazioni, e domande di verifica per valutare se l’IA contribuisca al raggiungimento degli obiettivi dell’insegnante in una determinata attività.
Un altro degli strumenti proposti è l’indicazione dell’uso dell’IA nelle attività, così come la verifica da parte dello studente di una serie di condizioni prima di consegnare un lavoro e – per le amministrazioni e i servizi scolastici – l’attuazione di processi per la valutazione istituzionale degli strumenti.
Protezione dei dati e sicurezza degli studenti
Il documento individua inoltre i rischi da prevenire, in particolare nei settori della privacy, della sicurezza, dell’equità, della paternità e dell’integrità dei lavori scolastici.
Per quanto riguarda la protezione dei dati e la sicurezza, il MECI sottolinea che «la creazione, la manipolazione o la divulgazione impropria di immagini, video o registrazioni audio falsi dovrebbero essere trattate come un incidente di cittadinanza digitale e di sicurezza, che può giustificare, a seconda della natura e della gravità della situazione, l’applicazione delle procedure previste dalla legislazione vigente».
Le linee generali del documento, ora aperto alla consultazione pubblica, sono state presentate lunedì al Consiglio delle scuole e alle associazioni che rappresentano i presidi del settore pubblico e privato; è stato inoltre richiesto un parere all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Al termine della consultazione pubblica, la versione definitiva delle linee guida sarà inviata alle scuole a partire dal secondo trimestre scolastico, il 4 gennaio 2027.









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