In un’intervista all’agenzia di stampa Lusa, l’archeologo Miguel Serra — membro del gruppo di coordinamento — ha sottolineato oggi che il progetto prevede un investimento di 50.000 euro da parte del Comune di Beja, descrivendolo come «il più grande di sempre».

Campagna archeologica

Il progetto, che si protrarrà da oggi fino al 2029, è preso il via oggi con una campagna archeologica che durerà fino all’11 settembre, guidata dal ricercatore Nelson J. Almeida, docente di Archeologia all’Università di Évora.

Secondo Almeida, i lavori nel sito — situato tra Mombeja e Beringel — si concentrano su «una nuova area di 53 metri quadrati» che consentirà l’esame di «una sezione della cinta muraria».

«L’idea è quella di comprendere meglio questa muraglia dell’Età del Bronzo — risalente a circa 3.000 anni fa — nonché il suo rapporto con eventuali strutture circostanti l’insediamento», ha spiegato il ricercatore dell’Università di Évora.

Nei prossimi quattro anni, ha proseguito, il progetto comprenderà «nuovi lavori di caratterizzazione mediante tecniche geofisiche» e lo «studio di potenziali strutture esistenti, in particolare in prossimità di una possibile seconda entrata all’insediamento».

Almeida ha sottolineato che l’iniziativa è unica nel suo genere in quanto combina una «componente scientifica e accademica» con l’educazione al patrimonio, mirata specificamente a valorizzare il sito archeologico.

«Abbiamo in programma una serie di iniziative nell’arco di questo progetto quadriennale — rivolte non solo alla popolazione locale ma anche a un pubblico nazionale e internazionale — per elaborare un piano di conservazione e di valutazione del patrimonio», ha aggiunto.

Alla domanda sulla sospensione dei lavori a Outeiro do Circo nel 2021, il ricercatore ha rivelato che gli anni trascorsi sono stati dedicati all’analisi dei “reperti provenienti dal sito”, poiché vi erano oggetti che richiedevano uno studio approfondito e una serie di analisi da effettuare.

Raccolta di reperti

In una dichiarazione, il Comune di Beja ha inoltre sottolineato che la sospensione dei lavori sul campo nel 2021 era finalizzata a consentire «una serie di studi di laboratorio e di analisi documentali dedicati alla vasta collezione di circa 30.000 reperti lì rinvenuti».

Il lavoro attualmente in corso coinvolge un nuovo team ma include anche i precedenti responsabili scientifici, «mantenendo così il legame con le linee di ricerca e di divulgazione sviluppate negli ultimi 18 anni», ha sottolineato il Comune.

Secondo l’amministrazione locale, come nelle campagne precedenti, le giornate di scavo sono aperte al pubblico (dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 12:30), consentendo a chiunque di osservare da vicino il lavoro del gruppo di ricerca.

Il progetto archeologico è sostenuto da diverse entità partner, quali l’Unione delle Parrocchie di Santa Vitória e Mombeja, O Legado da Terra (una cooperativa a responsabilità limitata) e il Museo Rainha Dona Leonor.

Con un’estensione di circa 17 ettari, si ritiene che Outeiro do Circo sia stato un importante centro di potere regionale prima dello sviluppo della città di Beja, a partire dall’Età del Ferro intorno al VII secolo a.C.

Il sito è noto fin dal XVIII secolo; è stato oggetto di un primo studio scientifico nel 1977 e tra il 2008 e il 2021 è stato oggetto di interventi archeologici nell’ambito di vari progetti di ricerca.