Sul letto del fiume, nel sito archeologico GEO 5, nei pressi di Ferragudo, rimangono circa 25 metri della struttura in legno.

Gli archeologi ritengono che l’imbarcazione risalga al XIX secolo, in base alle caratteristiche costruttive, sebbene gran parte della sua storia rimanga ancora sconosciuta.

Archeologia nautica

José Bettencourt, coordinatore del Centro Nazionale di Archeologia Nautica e Subacquea (CNANS), ha presentato le ultime scoperte al Museu de Portimão il 1° ottobre nell’ambito del progetto MUSA.

In un’intervista a Barlavento, Bettencourt ha spiegato che i ricercatori hanno riscontrato somiglianze con altre navi del XIX secolo, ma non sanno ancora da dove provenisse l’imbarcazione né a quale scopo fosse utilizzata.

Il relitto in sé non è una nuova scoperta, ma durante l’ultima campagna gli archeologi sono riusciti a osservarne una parte più ampia.

È stata messa a nudo una porzione più ampia della struttura e la maggiore visibilità ha consentito al team di esaminarla in modo più dettagliato. Sono state inoltre utilizzate fotografie e riprese video per creare un modello tridimensionale dei resti.

Gran parte della sezione superiore dell’imbarcazione è andata perduta a causa dell’erosione e dell’azione delle maree, mentre le sezioni ricoperte da sedimenti sono meglio conservate.

Il relitto non è mai stato sottoposto a scavi.

Finora gli archeologi hanno studiato solo le parti visibili della nave senza effettuare scavi nel letto del fiume. I primi lavori di scavo sono previsti per maggio 2027.

I ricercatori sperano che il materiale ancora sepolto intorno o all’interno del relitto possa aiutarli a capire cosa trasportasse la nave, come venisse utilizzata e da dove provenisse.

Origine geografica

Il legno verrà inoltre analizzato alla ricerca di indizi sulla sua origine geografica, mentre i frammenti metallici raccolti sul posto saranno sottoposti ad analisi chimiche.

La nave è uno dei numerosi siti archeologici oggetto di studio nell’Arade nell’ambito del progetto MUSA.

Il progetto si concentra sul patrimonio subacqueo nell’estuario del fiume a Portimão e Lagoa, dove i reperti archeologici coprono circa duemila anni di storia marittima.

Il Património Cultural portoghese conferma che i siti oggetto di indagine includono il GEO 1, con resti risalenti all’epoca romana, l’Arade 1 del XVI secolo e il GEO 5 e l’Arade 23 del XIX secolo. I ricercatori stanno inoltre studiando la cannoniera della Marina portoghese Faro, affondata nel 1912.

All’ancoraggio di Arade B, i reperti coprono un arco temporale ancora più ampio. Barlavento riferisce che le anfore romane sono tra i resti visibili più antichi, mentre il materiale recuperato durante i lavori di dragaggio degli anni ’70 comprende reperti risalenti all’Età del Ferro.

Conservazione dei reperti

Il progetto MUSA rappresenta un investimento di circa 3,475 milioni di euro ed è finanziato attraverso il programma regionale Algarve 2030. Il progetto riunisce i comuni di Portimão e Lagoa, il CNANS e la Commissione di Coordinamento e Sviluppo Regionale dell’Algarve (CCDR Algarve).

Oltre allo studio e alla conservazione dei reperti archeologici, il progetto mira a rendere più accessibile il patrimonio subacqueo dell’Arade attraverso la scienza, l’istruzione, la cultura e il turismo sostenibile.

Per quanto riguarda la nave di legno rinvenuta nei pressi di Ferragudo, molte domande rimangono ancora senza risposta, ma lo scavo previsto per il prossimo anno potrebbe aiutare gli archeologi a saperne di più sulla sua origine e sulla sua storia.

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