Secondo l’INE, si tratta del primo rallentamento dell’Indice dei prezzi delle abitazioni (IPHab) dal secondo trimestre del 2024 .

Aumento più significativo

Analizzando in dettaglio l’andamento dei prezzi, l’aumento registrato nei primi tre mesi del 2026 è stato più marcato nel settore delle abitazioni esistenti (19,7%) rispetto a quello delle nuove costruzioni (12,6%).

Rispetto al trimestre precedente, l’IPHab è cresciuto del 3,8% (un aumento del 4,0% nel trimestre precedente), con i prezzi degli alloggi esistenti in aumento del 4,2% e quelli degli alloggi di nuova costruzione del 2,7%.

Il tasso medio annuo di variazione dell’Indice dei prezzi delle abitazioni (IPHab) si è attestato al 17,9% nel primo trimestre del 2026, 0,3 punti percentuali in più rispetto al trimestre precedente e il più alto della serie disponibile.

Nel periodo di riferimento, questa tendenza è proseguita: le abitazioni esistenti hanno registrato un tasso di variazione del 19,5%, mentre l’aumento dei prezzi delle nuove abitazioni è stato inferiore, attestandosi al 13,7%.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INE), tra gennaio e marzo di quest’anno sono state oggetto di transazione 37.745 abitazioni, l’8,7% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (con un calo del 4,7% rispetto al trimestre precedente) e una riduzione del 12,4% su base trimestrale.

Si tratta del secondo trimestre consecutivo di variazione negativa su base annua del volume delle transazioni (-4,7% nell’ultimo trimestre del 2025).

Sul totale delle vendite

Sul totale delle vendite, 30.356 (l’80,4% del totale) hanno riguardato abitazioni di seconda mano, con un tasso di variazione su base annua pari a -8,0%. Per contro, nel settore delle nuove costruzioni, il numero di transazioni è sceso dell’11,6%, attestandosi a 7.389 unità.

Nel primo trimestre, il valore delle transazioni immobiliari ha raggiunto i 9 miliardi di euro, con un aumento del 3,2% rispetto allo stesso trimestre del 2025, registrando una variazione su base annua del 6,9% nel valore delle transazioni relative alle abitazioni esistenti, pari a 7,5 miliardi di euro, e una riduzione del 6,8% nel valore delle nuove abitazioni, attestatosi a 2,4 miliardi di euro.

Rispetto al trimestre precedente, il valore delle transazioni immobiliari è sceso del 7,9% da gennaio a marzo (dopo un aumento del 2,6% nel quarto trimestre del 2025), con una contrazione in entrambe le categorie di abitazioni, ma più marcata nel caso delle nuove abitazioni (-11,2%) rispetto a quelle esistenti (-6,8%).

Nel primo trimestre, le vendite di abitazioni destinate a uso familiare sono diminuite dell’8,7% su base annua e del 12,4% su base trimestrale, per un totale di 32.828 unità abitative, pari all’87,0% delle vendite complessive.

Le vendite di abitazioni sono cresciute

In termini di valore, le vendite di abitazioni sono cresciute del 3,4% su base annua e sono diminuite dell’8,1% su base trimestrale, attestandosi a 8,6 miliardi di euro, pari all’86,4% del totale.

Nel contempo, gli acquisti di abitazioni da parte di acquirenti con domicilio fiscale nel territorio nazionale sono diminuiti dell’8,4% rispetto al primo trimestre del 2025, attestandosi a un totale di 35.975 unità (95,3% del totale), per un valore complessivo di 9,1 miliardi di euro (in crescita del 3,4% su base annua).

Per quanto riguarda gli acquirenti con domicilio fiscale al di fuori del Portogallo, sono state registrate 1.770 vendite, il 15,6% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-20,9% nel quarto trimestre del 2025).

Categorie di acquirenti

Tra le categorie di acquirenti con domicilio fiscale al di fuori del territorio nazionale, la categoria «Unione Europea» ha registrato la contrazione maggiore in termini di volume delle transazioni, pari al -16,8%, superiore a quella osservata nella categoria «altri paesi», che si è attestata al -14,4%.

In un’analisi regionale, l’INE (Istituto Nazionale di Statistica) ha rilevato che, fino a marzo, tutte le regioni hanno registrato una riduzione del numero di transazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con Madeira, le Azzorre e l’Algarve che si sono distinte per cali rispettivamente del 25,6%, 11,4% e 10,7%, rispettivamente.

Ciononostante, il valore delle transazioni immobiliari ha continuato a crescere in alcune regioni del Paese, con aumenti significativi superiori alla media nazionale nella Penisola di Setúbal, nelle regioni di Oeste e Vale do Tejo, nell’Alentejo e nel Norte, compresi tra il 4,6% e il 16,6%.