Si tratta, per il momento, di una stima, poiché non si avrà maggiore certezza riguardo alla percentuale di adeguamento annuale degli affitti per il 2027 fino al 10 settembre.

Per legge, gli affitti delle abitazioni possono essere adeguati annualmente, in base al coefficiente di adeguamento annuale degli affitti fissato dall’INE, che si basa sul tasso medio di inflazione degli ultimi 12 mesi. I dati, attualmente provvisori, indicano che l’aumento dell’affitto dovrebbe attestarsi al 2,51 per cento.

Tra settembre e ottobre, l’INE calcola e pubblica il coefficiente nella Gazzetta Ufficiale; successivamente, i proprietari potranno applicare il nuovo tasso a partire da gennaio dell’anno successivo.

Se questi dati saranno confermati, l’aumento degli affitti per il 2027 sarà addirittura superiore al tasso annuale fissato per il 2026 (2,24%). Le ragioni di tale aumento sono legate alla crescita dell’inflazione in Portogallo, verificatasi a marzo e che riflette l’aumento dei prezzi dell’energia causato dal conflitto in Medio Oriente.

In altre parole, gli affitti previsti dai contratti di locazione che rimarranno in vigore nel 2027 potrebbero aumentare. Secondo i calcoli, un affitto di 1.000 euro potrebbe subire un aumento di 25,1 euro già a partire dal prossimo anno.

Quando può essere applicato l’adeguamento del canone di locazione?

I locatori possono procedere a un adeguamento annuale del canone di locazione una volta che il contratto di locazione è in vigore da un anno, pur essendo soggetti ai termini di preavviso previsti dalla legge.

L’adeguamento del canone, basato sul coefficiente dell’INE, si applica anche ai contratti di locazione risalenti a prima del 1990 che non sono passati al Nuovo Regime di Locazione Urbana.

Tuttavia, si prega di notare che l’aumento non è automatico. Per adeguare l’affitto, il locatore deve inviare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (o consegnarla di persona contro una ricevuta firmata

Per confermare l’aumento del canone di locazione, il locatore deve inviare al locatario una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, indicando il coefficiente applicato. La lettera deve inoltre indicare l’importo aggiornato, nonché la data a partire dalla quale è dovuto il pagamento.

Le comunicazioni relative agli aumenti dell’affitto inviate tramite e-mail, SMS o lettera ordinaria non avranno alcuna validità legale.