"Per il PAN, non è né opportuno né proporzionato che, di fronte alla distruzione di 100 castagni causata dai cervi, si ricorra all'abbattimento selettivo come soluzione. Lo Stato deve essere un garante più forte della tutela della fauna selvatica, assicurando i mezzi necessari per far rispettare tale tutela e conciliarla con una convivenza responsabile con le attività agricole", ha affermato il partito People-Animals-Nature (PAN) in un comunicato inviato a Lusa.

I danni causati dai cervi ai produttori di castagne a Cova de Lua si sono verificati nel villaggio situato nel comune di Bragança. La commissione dei terreni comuni ha chiesto spiegazioni all’Istituto per la Conservazione della Natura e delle Foreste (ICNF), responsabile dell’autorizzazione delle misure volte a ridurre la densità di questa specie nel Parco Naturale di Montesinho.

L’ICNF aveva già autorizzato il Consiglio Parrocchiale di Espinhosela ad abbattere un animale, in quanto ente responsabile della zona di caccia di Cova de Lua. Tuttavia, nel periodo in questione, non è stato possibile abbattere il cervo.

Interpellato dall’agenzia Lusa in merito ai danni causati a oltre 100 castagni, l’ICNF ha affermato che «potrà essere presentata una nuova richiesta di regolazione della densità, indicando nuove date per l’esecuzione dell’intervento».

Il PAN afferma di non avere una rappresentanza a Bragança; tuttavia, «il PAN interrogherà il Governo sui criteri utilizzati dall’ICNF, sull’efficacia delle misure di prevenzione esistenti e su cosa si stia facendo per garantire che gli agricoltori colpiti non subiscano danni a causa delle loro perdite, ma che la biodiversità sia ugualmente preservata, invece di consentire l’abbattimento tramite la caccia».

Il PAN respinge l’idea che la soluzione «si riduca all’autorizzazione all’abbattimento degli animali», sostenendo invece «un sostegno strutturato e l’attuazione di misure concrete» a favore degli agricoltori, «soprattutto nella protezione delle nuove piantagioni», per la costruzione di «recinzioni adeguate ed elettriche, sistemi di dissuasione visivi o acustici e l’uso di repellenti specifici», che sono indicati anche dall’ICNF come misure preventive.

Alla luce dei danni già causati, il partito ha espresso «solidarietà» con gli agricoltori e ha affermato che «hanno il diritto di essere debitamente risarciti per i danni subiti».

Secondo l’ICNF, ai sensi di legge, «i danni causati dalla selvaggina nelle foreste, nell’agricoltura e nell’allevamento (...) sono a carico dei rispettivi proprietari».

Tuttavia, il Consiglio Parrocchiale di Espinhosela afferma di non disporre dei fondi necessari per pagare migliaia di euro a titolo di risarcimento.