Nei primi tre mesi di quest’anno, l’Indice dei prezzi delle abitazioni (IPHab) ha registrato il suo primo rallentamento in quasi due anni, ovvero dal secondo trimestre del 2024.

Tra aprile e giugno di quest’anno, i prezzi delle abitazioni esistenti hanno registrato un aumento più marcato rispetto a quelli delle nuove costruzioni, con incrementi rispettivamente del 18,0% e del 12,3%.

Rispetto al trimestre precedente, l’IPHab è cresciuto del 3,6% (3,8% nel primo trimestre del 2026), con i prezzi delle abitazioni esistenti in aumento del 3,6% e quelli delle nuove del 3,5%.

Il tasso medio annuo di variazione dell’Indice dei prezzi delle abitazioni (IPHab) è stato del 17,7% nel secondo trimestre del 2026, 0,2 punti percentuali in meno rispetto al trimestre precedente, con le abitazioni esistenti che hanno registrato un tasso di variazione del 19,4% (0,1 punti percentuali in meno rispetto al trimestre precedente) e quelle nuove del 13,1% (0,6 punti percentuali in meno).

Transazioni effettuate

Secondo l’INE, tra aprile e giugno sono state vendute 40.142 abitazioni, il 6,4% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

«Per il terzo trimestre consecutivo si è osservato un tasso di variazione annuo negativo nel numero di abitazioni vendute (-8,7% nel primo trimestre del 2026 e -4,7% nel quarto trimestre del 2025)», osserva l’INE.

Del totale delle transazioni, 32.307 (l’80,5% del totale) hanno riguardato abitazioni di seconda mano, con una variazione annua pari a -6,6%. Nel secondo trimestre, il valore delle abitazioni vendute ha raggiunto i 10,7 miliardi di euro, il 4,2% in più rispetto allo stesso trimestre del 2025, con un aumento su base annua del 6,1% nel valore delle transazioni relative a abitazioni esistenti, pari a 8,1 miliardi di euro, e una diminuzione dell’1,6% nelle transazioni relative a abitazioni di nuova costruzione, pari a 2,6 miliardi di euro.

Rispetto al trimestre precedente, il valore delle transazioni immobiliari nel secondo trimestre è aumentato del 7,8% (-7,9% nel primo trimestre del 2026), registrando un aumento dell’8,5% nel valore delle transazioni relative alle abitazioni esistenti e un aumento del 5,9% nell’indicatore relativo alle abitazioni nuove.

Nel secondo trimestre si sono registrate 7.835 transazioni, il 5,7% in meno rispetto allo stesso trimestre del 2025.

Rispetto al trimestre precedente, il valore delle transazioni immobiliari nel secondo trimestre è aumentato del 7,8% (in calo del 7,9% nel primo trimestre del 2026), con un aumento dell’8,5% nel valore delle transazioni relative alle abitazioni esistenti e un aumento del 5,9% nell’indicatore relativo alle nuove abitazioni. Nel secondo trimestre, le vendite alle famiglie sono diminuite del 7,3% su base annua e sono aumentate del 6,4% su base trimestrale, attestandosi a 34.935 abitazioni e rappresentando l’87,0% delle vendite totali.

In termini di valore

In termini di valore, le vendite di abitazioni alle famiglie sono aumentate del 3,6% su base annua e dell’8,1% su base trimestrale, raggiungendo i 9,3 miliardi di euro, pari all’86,6% del totale.

Nel frattempo, gli acquisti di abitazioni da parte di acquirenti con domicilio fiscale nel territorio nazionale sono diminuiti del 6,2% rispetto al secondo trimestre del 2025, attestandosi a 38.252 unità (il 95,3% del totale), per un valore complessivo di 9,9 miliardi di euro (in crescita del 4,8% su base annua).

Per gli acquirenti con domicilio fiscale al di fuori del Portogallo, si sono registrate 1.890 vendite, in calo del 10,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-15,6% nel primo trimestre del 2026).

La categoria «Unione Europea» ha registrato 946 transazioni, un dato simile alle 944 vendite registrate nella categoria «Altri paesi», con entrambe le categorie che hanno registrato cali su base annua rispettivamente del -14,9% e del -5,1%.

Analisi regionale

Nell’analisi regionale, l’INE ha rilevato che, nel secondo trimestre, come in quello precedente, tutte le regioni hanno registrato cali annuali nel numero di transazioni, che sono stati meno significativi nell’Alentejo (-0,8%) e nella Penisola di Setúbal (-2,1%) e più marcati a Madeira (-15,2%) e nell’Algarve (-12,4%).

In termini di valore, tutte le regioni hanno registrato aumenti su base annua nel trimestre di riferimento, ad eccezione dell’Algarve e di Madeira.

I tassi di variazione più elevati, con valori superiori alla media nazionale, si sono registrati nelle regioni Ovest e Valle del Tago, nella regione Centrale, nelle Azzorre, nella Penisola di Setúbal e nell’Alentejo, con aumenti compresi tra il 5,5% e il 20,2%.