Come riportato da Observador, la ministra ha definito inevitabile una profonda revisione della legislazione sul lavoro, sostenendo che l’attuale quadro normativo sia «profondamente inadeguato al mondo del lavoro nell’era digitale».
Tuttavia, ha ammesso che l’attuale governo potrebbe non portare a termine la riforma.
Trasparenza salariale
La direttiva UE sulla trasparenza salariale mira a ridurre le differenze retributive ingiustificate tra uomini e donne che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.
In base alle norme europee, i datori di lavoro devono comunicare ai candidati lo stipendio iniziale o la fascia retributiva prevista per una posizione con sufficiente anticipo per consentire loro di negoziare con cognizione di causa; è inoltre vietato chiedere ai candidati informazioni sui loro stipendi attuali o precedenti.
Una volta assunti, i lavoratori possono richiedere informazioni sui livelli salariali medi, suddivisi per sesso, per le categorie di personale che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.
I datori di lavoro devono inoltre utilizzare criteri oggettivi e neutri dal punto di vista del genere nella determinazione della retribuzione e dell’avanzamento di carriera.
Tuttavia, i requisiti precisi in Portogallo dipenderanno dalla legislazione nazionale definitiva.
Secondo ECO, una bozza di proposta preparata dal Governo non richiederebbe ai datori di lavoro di includere i dettagli salariali direttamente negli annunci di lavoro, ma le informazioni dovrebbero essere fornite prima della firma del contratto di lavoro.
Questo approccio ha suscitato richieste di maggiore trasparenza da parte dei sindacati; l’UGT sostiene che le informazioni salariali dovrebbero preferibilmente figurare negli annunci di lavoro, pur accogliendo con favore le misure che rafforzano i diritti dei lavoratori.
Il Portogallo non ha rispettato il termine fissato dall’UE per il recepimento della direttiva, scaduto il 7 giugno 2026, e la Commissione europea ha successivamente avviato una procedura di infrazione per la mancata attuazione tempestiva delle norme.
Lavoratori digitali
La seconda priorità riguarda la direttiva (UE) 2024/2831, che disciplina le condizioni di lavoro delle persone il cui impiego è organizzato tramite piattaforme di lavoro digitale.
Tali norme mirano a facilitare la determinazione del fatto che una persona che lavora tramite una piattaforma debba essere classificata giuridicamente come dipendente piuttosto che come lavoratore autonomo.
I paesi dell’UE devono stabilire procedure per valutare lo status lavorativo, compresa una presunzione legale di rapporto di lavoro subordinato qualora siano soddisfatte le condizioni pertinenti, mentre le piattaforme devono poter contestare tale presunzione ai sensi del diritto nazionale.
La direttiva affronta inoltre l’uso di algoritmi e sistemi automatizzati per l’assegnazione del lavoro, il monitoraggio delle prestazioni e l’adozione di decisioni che incidono sui lavoratori.
In base al nuovo quadro normativo, i lavoratori devono ricevere informazioni sul monitoraggio e sul processo decisionale automatizzati.
Decisioni quali la sospensione degli account devono essere soggette a supervisione umana, mentre i lavoratori godranno di maggiore tutela nel contestare le decisioni prese dai sistemi automatizzati.
Inoltre, le norme limitano anche il trattamento da parte delle piattaforme di determinate categorie di dati personali, comprese le informazioni relative a conversazioni private e i dati utilizzati per prevedere l’attività sindacale.
Gli Stati membri dell’UE hanno tempo fino al 2 dicembre 2026 per recepire la direttiva sul lavoro sulle piattaforme nel diritto nazionale.
Incertezza sulla revisione
Oltre alle due direttive europee, Palma Ramalho ha ribadito la sua intenzione di portare avanti una revisione della legislazione portoghese in materia di lavoro a seguito della bocciatura da parte del Parlamento del precedente pacchetto di misure del governo in materia di lavoro.
La ministra ha sostenuto che sono necessarie modifiche per riflettere il ruolo crescente della tecnologia digitale e l’evoluzione delle forme di lavoro.
Tuttavia, ha ammesso che la riforma potrebbe essere affidata a un futuro governo.
Il governo si è inoltre impegnato ad adeguare la formazione professionale pubblica alle nuove forme di lavoro e a proseguire gli sforzi per ridurre la disoccupazione.
Per i lavoratori e i datori di lavoro, i cambiamenti immediati dipenderanno dall’adozione e dalla pubblicazione della relativa legislazione portoghese.
Fino ad allora, gli obblighi precisi, le modalità di attuazione e le date di entrata in vigore delle nuove norme nazionali rimangono soggetti all’iter legislativo.








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