La nuova direttiva europea sulla trasparenza salariale, che deve ancora essere recepita nella legislazione portoghese, promette di dare accesso alle informazioni sui salari, secondo quanto riportato da Executive Digest. Le aziende avranno nuovi obblighi, mentre i lavoratori avranno nuovi diritti.
Gli Stati membri sono tenuti a incorporare le norme nella legislazione nazionale a partire dal 7 giugno. Gli obiettivi delle nuove leggi sono ridurre le disuguaglianze salariali tra i generi e rafforzare il principio della parità di retribuzione a parità di lavoro attraverso meccanismi di trasparenza e monitoraggio.
Parità di retribuzione attraverso la trasparenza
I cambiamenti saranno evidenti a partire dalla fase di assunzione, dove tutte le aziende sono tenute a rendere noto il salario o la fascia di salario per la posizione dei candidati.
Allo stesso tempo, per evitare il perpetuarsi delle disuguaglianze, i datori di lavoro non potranno più interrogare i candidati sulle loro precedenti retribuzioni. A livello interno, le aziende sono inoltre obbligate a divulgare informazioni sui livelli retributivi dei dipendenti.
Secondo gli obiettivi definiti dall'Unione Europea, la misura mira a ridurre la discriminazione e a garantire che i datori di lavoro e i candidati possano negoziare sulla base di informazioni simmetriche.
Requisiti per la divulgazione delle retribuzioni
Con le nuove misure, le aziende devono divulgare informazioni sulle disparità salariali tra i generi che svolgono posizioni lavorative equivalenti, compresi rapporti e dati sulla percentuale di generi che lavorano in fasce retributive diverse.
Per garantire l'anonimato e la protezione dei dati personali, le aziende non saranno tenute a divulgare i singoli stipendi, ma dovranno indicare i valori medi o mediani delle retribuzioni.
Un'altra misura per rafforzare il principio della trasparenza interna è il divieto di clausole contrattuali che impediscano ai lavoratori di discutere del proprio stipendio.
Sanzioni per le disparità salariali
Nel caso in cui i rapporti rivelino differenze salariali pari o superiori al 5% per la stessa posizione lavorativa, laddove le differenze non siano giustificate da criteri oggettivi, l'azienda è tenuta a condurre audit interni.
Se l'azienda non corregge le discrepanze entro un anno e mezzo, può incorrere in sanzioni e i dipendenti possono richiedere un risarcimento.
Attuazione graduale
L'attuazione di queste nuove regole avverrà gradualmente, in base alle dimensioni dell'azienda. Le organizzazioni con 250 o più dipendenti sono tenute a presentare le informazioni annuali sulle retribuzioni a partire dal 7 giugno del prossimo anno, con i dati relativi all'anno in corso.
Le organizzazioni con un numero di dipendenti compreso tra 150 e 249 dovranno farlo ogni tre anni, a partire dalla stessa data del prossimo anno. Per le organizzazioni con un numero di dipendenti compreso tra 100 e 149, l'obbligo trimestrale entrerà in vigore nel 2031. A seconda delle decisioni future, potrebbero essere incluse anche le organizzazioni con meno di 100 dipendenti.
Il Portogallo non ha ancora presentato alcuna proposta legislativa formale per le direttive, il che mette sotto pressione il Governo e il Parlamento. Diversi partiti hanno presentato le proprie iniziative legislative, con partiti come Chega, PCP, CDS e PAN che hanno già ottenuto l'approvazione generale, con discussioni in corso in commissione.
Il CDS ha modificato la sua proposta in plenaria per includere un riferimento esplicito alla direttiva europea, sottolineando l'importanza di allineare la legislazione nazionale alle norme europee.









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