Come indicato nel rapporto “Education at a Glance 2026” citato dalla stampa, la soddisfazione per le condizioni di lavoro in Portogallo è pari al 39,1% (rispetto al 68,4% dell’OCSE), mentre la soddisfazione riguardo alla retribuzione è solo del 13,4% (rispetto al 38,7% del dato globale).
Il rapporto sottolinea che, mentre gli stipendi iniziali degli insegnanti nell’OCSE sono aumentati dal 18 al 20 per cento in termini reali tra il 2015 e il 2025, il reddito reale dei nuovi insegnanti in Portogallo è diminuito del 10 per cento.
La professione docente è ancora composta prevalentemente da donne, poiché queste ultime rappresentano il 99% degli insegnanti dell’istruzione prescolare nazionale — un settore in cui gli stipendi sono infatti superiori del 35% alla media degli altri laureati.
Per quanto riguarda i titoli di studio in generale, lo studio mostra che il 33% degli adulti in età lavorativa in Portogallo possiede un titolo di istruzione superiore, una percentuale che rimane comunque al di sotto della media del 40% riscontrata nei paesi dell’OCSE.
Per quanto riguarda i giovani che non studiano né lavorano (il gruppo “NEET”), il tasso nazionale è sceso al 15%, avvicinandosi così alla media internazionale del 13%. La disoccupazione giovanile tra coloro che possiedono un titolo di istruzione superiore è scesa dal 13% nel 2015 al 6% nel 2025, e nel 2023 il 42% dei laureati portoghesi lavorava da remoto su base regolare o frequente.
Il rapporto sottolinea inoltre l’attrattiva dell’istruzione superiore portoghese per gli studenti internazionali: gli stranieri che entrano nel Paese rappresentano il 13% del totale, provenienti principalmente dal Brasile (28%), dalla Guinea-Bissau (11%) e dall’Angola (11%), una cifra che supera la media OCSE, mentre la percentuale di studenti portoghesi che si recano all’estero per studiare è pari al 4%, con destinazioni principali quali il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Spagna.









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