Secondo un documento approvato nel corso di una riunione dell’esecutivo, “125 edifici sfitti” sono stati individuati “in questa fase della procedura”. Di questi, 112 si trovavano nell’ARU del Centro Storico, «compresi alcuni che, pur avendo un contatore dell’acqua installato, non registrano alcun consumo o solo un consumo residuo (fino a 7 m³)», 11 nell’ARU di Nossa Senhora da Encarnação e due nell’ARU di Arrabalde D’Aquém.
Confrontando i risultati, che il Comune riconosce essere ancora provvisori, con quelli dell’anno precedente, si osserva una riduzione del numero di edifici sfitti, passato da 131 a 125.
I proprietari degli immobili ora identificati come sfitti saranno informati in merito a un potenziale aumento dell’imposta comunale sugli immobili (IMI) o a una riduzione qualora procedano a lavori di ristrutturazione nell’anno fiscale 2026.
«C’è un’evoluzione. Alcuni edifici sono usciti dall’elenco, mentre altri vi sono entrati. Non sono solo queste 123 abitazioni a cambiare il panorama abitativo di Leiria per quanto riguarda gli immobili sfitti, ma si tratta comunque di abitazioni e rappresentano una strategia di ripresa», ha dichiarato il sindaco di Leiria, Gonçalo Lopes (PS).
Il sindaco ha sottolineato che «poiché si trovano nel cuore di Leiria, comportano anche un rischio maggiore», riconoscendo che «questa politica fiscale non è sempre in grado di innescare un’ondata di investimenti o di vendite».
«La gente preferisce pagare tasse più elevate, ma ciò costituisce un ulteriore punto di pressione in relazione all’aumento dell’aliquota IMI a questo scopo», ha aggiunto. Nuno Serrano, consigliere del PSD nel Consiglio comunale di Leiria, ha affermato che «questo studio va interpretato alla luce della crescente pressione sul mercato immobiliare, determinata dalla scarsità dell’offerta e dall’elevata domanda, che sta spingendo i prezzi a livelli insostenibili per la maggior parte dei cittadini».
Ha inoltre suggerito di estendere questo strumento ad «altre zone del comune, non solo ai quartieri storici, sottoponendo all’Assemblea comunale l’ampliamento delle “zone di pressione urbana” (ZPU)», per «comprendere in modo più equo altre parrocchie e territori ugualmente caratterizzati dall’abbandono, dal degrado o dal sottoutilizzo del tessuto urbano».»
Il socialdemocratico ha inoltre consigliato di rafforzare il «monitoraggio continuo» degli edifici a rischio di crollo — una situazione che si è aggravata con il passaggio del sistema temporalesco Kristin.
«Alcuni di questi edifici abbandonati sono occupati abusivamente e talvolta vengono utilizzati per il consumo di droga e, in alcuni casi, per il traffico di stupefacenti, oltre che per altre attività illecite. Questa realtà aggrava il degrado e rappresenta un grave rischio per la sicurezza e la salute pubblica, con ripercussioni dirette sui residenti», ha sottolineato Nuno Serrano.
Gonçalo Lopes ha spiegato che la questione della «pressione abitativa non rientra nell’ambito della decisione odierna, ma piuttosto nella carta comunale dell’edilizia abitativa attualmente in fase di elaborazione, il cui completamento è previsto entro la fine dell’anno».
Durante la seduta odierna del Consiglio comunale è stata inoltre approvata la decisione di revocare il bando di gara per l’aggiudicazione dell’appalto relativo alla ristrutturazione e all’ampliamento del Centro sanitario Dr. Gorjão Henriques, destinato ad ospitare un centro diagnostico integrato con un valore di base di 380.000 euro, poiché non sono state presentate offerte.
Il consigliere Ricardo Santos (PS), responsabile dei Lavori Pubblici, ha osservato che «quando una gara d’appalto non produce offerte, è possibile procedere tramite aggiudicazione diretta, a condizione che il prezzo di base e i tempi di esecuzione del progetto rimangano invariati».
Questo progetto nasce da una collaborazione con l’Unità Sanitaria Locale (ULS) della Regione di Leiria, che ha presentato il progetto pilota al Piano di Ripresa e Resilienza (PRR). L’ULS è responsabile dell’approvvigionamento delle attrezzature, mentre il Comune si occupa dei lavori di costruzione dell’edificio, di cui è proprietario.









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