Passami un cacciavite e riesco a sistemare qualsiasi cosa. Ho sempre avuto la pazienza di assicurarmi che la vite non cadesse prima di riuscire a darle un piccolo giro per fissarla al suo posto.
Esempio: hai mai smontato un ventilatore da tavolo per pulirlo? Due o tre semplici clip ai lati, ma c’è sempre una vite microscopica, di solito sul fondo dell’alloggiamento del ventilatore. Devi metterti in piedi sopra un grande lenzuolo bianco doppio mentre lotti con questo aggeggio ingombrante, perché, sicuro come l’uovo è uovo, quella vite sarà una vera Houdini e scapperà non appena allungherai la mano per prendere il cacciavite. Ma io ci riesco.
Anni fa a scuola ero un vero e proprio somaro in fisica e chimica, e l’insegnante mi faceva sedere in fondo alla classe a ricablare vecchie spine – non chiedetemi perché, ma probabilmente era per tenermi fuori dai piedi e impedirmi di fare domande stupide, e sono diventato piuttosto abile in quel lavoro, perché sapevo dove andava il fusibile, sapevo quale filo andava dove: filo marrone – fase, blu – neutro, verde/giallo – terra. Molto utile ai tempi in cui i negozi di ferramenta vendevano elettrodomestici senza la spina già montata.
Crediti: Envato Elements; Autore: Prostock-studio;
Riesco a togliere i coperchi dai barattoli senza dover praticare un foro nel coperchio per far uscire la pressione. So usare un apribottiglie a pressione senza che il tappo si sbricioli. So leggere il manometro della pressione delle ruote dell’auto e, all’occorrenza, potrei individuare i punti di sollevamento con il cric e sostituire una gomma a terra. Strofinare una candela lungo le guide dei cassetti in legno per evitare che si incastrino. Sì, la signora “Tuttofare” ci prova con qualsiasi cosa.
Abilità perduta
Ma, oh, questa abilità mi ha abbandonato negli ultimi anni. Non riesco nemmeno a infilare i lacci delle scarpe senza che uno risulti più lungo dell’altro.
I mobili in kit di una certa azienda svedese un tempo erano un gioco da ragazzi, dato che c’erano le immagini; per l’amor del cielo, cosa poteva mai andare storto? Lasciate che vi racconti che un mobiletto da bagno che ho montato aveva i ripiani al contrario e sono caduti non appena ho cercato di fissarlo alla parete. Se uso un trapano per praticare un semplice foro per appendere un quadro, prima che riesca a dire “bu”, il foro è grande come un cratere lunare in cui ci entrerebbe un gomito, e bisogna prima stuccare, ma lo stucco o sporge come una grossa vescica o affonda senza appiattirsi, o peggio ancora, non aderisce affatto, e mi ritrovo a destreggiarmi con grumi appiccicosi cercando di inserirli nella cavità con i pollici.
Crediti: Envato Elements; Autore: towfiqu_barbhuyia;
La mia ultima triste sconfitta di questa settimana è stata un ombrellone da giardino. La cordicella attaccata alla manovella si è spezzata all’interno dell’asta e non si apriva più. Ora, quanto sembra semplice? Compri la cordicella, la infili nel foro, attacchi la manovella e voilà: un ombrellone funzionante. Ma non potresti sbagliarti di più.
Ho dato un’occhiata su YouTube, e un esperto di tecnologia spiega passo passo il procedimento: in pratica bisogna smontare quasi completamente l’ombrellone per inserire il cordino. Staccare il pomello in cima, togliere con attenzione tutto il tessuto assicurandosi che le stecche dello scheletro non si spostino – rimuovere l’alloggiamento, svitando questa vite ben incastrata qui, poi quella lì, mettere da parte quei pezzi, estrai la coppiglia (eh?) con un paio di pinze, disponi tutte le viti, le rondelle e i pezzi nell’ordine in cui li hai smontati – accidenti, sarebbe più facile costruirlo da zero, mi sembra tutto al contrario.
Ho rinunciato. L’ombrellone era un po’ strappato e rovinato dal sole e aveva una piega, quindi forse un bel modello nuovo per il resto della stagione sarebbe stato un buon investimento. Beh, ehi, questo è quello che mi sono detto, almeno.









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