Questo dato proviene da un nuovo studio che esamina le modalità di riscossione delle imposte in Portogallo e chi le paga. Realizzato per conto della Fundação Francisco Manuel dos Santos, il rapporto, intitolato “Portugal Fiscal”, si basa sulle informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate portoghese.

Da esso emerge che i redditi immobiliari figurano nei registri fiscali di quasi il 13% dei 6,2 milioni di nuclei familiari soggetti all’imposta sul reddito (IRS) del Paese.

Ma i risultati rivelano anche un dato piuttosto sorprendente sul sistema fiscale portoghese in generale: circa il 45% dei nuclei familiari inclusi nei dati dell’IRS non era soggetto all’imposta sul reddito delle persone fisiche nel 2024.

La domanda rimane: chi sono questi proprietari immobiliari portoghesi?

Lo studio identifica circa 800.000 contribuenti che hanno dichiarato redditi immobiliari nella categoria F del sistema portoghese di imposta sul reddito delle persone fisiche, noto come IRS.

Ciò include i redditi derivanti dall’affitto di case e appartamenti, ma la categoria è più ampia e non si limita ai soli affitti residenziali.

In base alle norme fiscali portoghesi, i redditi immobiliari possono provenire anche da locali commerciali, proprietà rurali e determinati accordi che prevedono l’uso di edifici o terreni.

Ciò significa che la cifra non va interpretata come se 800.000 persone affittassero ciascuna una casa o un appartamento.

Inoltre, non ci dice quanti immobili possiedono questi contribuenti, a quanto ammontano i canoni di locazione che percepiscono né se dipendono da tale reddito per il proprio sostentamento.

Chi affitta un solo appartamento potrebbe figurare nella stessa categoria di un proprietario che ricava redditi da diversi immobili.

Il rapporto si basa sui dati fiscali del 2024, l’ultimo anno a disposizione dei ricercatori, piuttosto che su un nuovo censimento dei proprietari registrati nell’ottobre 2026.

In Portogallo, i redditi da locazione vengono generalmente dichiarati tramite l’Allegato F della dichiarazione dei redditi annuale (IRS), a meno che il contribuente non abbia scelto di dichiararli come redditi d’impresa nella Categoria B.

I proprietari sono inoltre tenuti, di norma, a emettere ricevute di affitto elettroniche tramite il Portal das Finanças, sebbene siano previste alcune esenzioni.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, le spese relative agli immobili ammissibili possono essere dedotte nel calcolo del reddito da locazione imponibile.

Queste possono includere lavori di manutenzione e conservazione, spese condominiali, imposta comunale sugli immobili e imposta di bollo associata a un contratto di locazione.

I costi di finanziamento ipotecario e le spese per mobili o elettrodomestici non sono generalmente deducibili in base alle normali regole della Categoria F.

Il trattamento fiscale può variare a seconda del tipo di contratto di locazione e della situazione del contribuente.

È importante sottolineare che la pubblicazione dei nuovi dati non introduce di per sé alcun obbligo fiscale o di rendicontazione aggiuntivo per i locatori.

Sorprendentemente, quasi la metà dei nuclei familiari soggetti a imposta non paga alcuna imposta all’IRS.

La ricerca fornisce inoltre un quadro più ampio dei contribuenti portoghesi.

Nel 2024, il sistema dell’IRS copriva 6.204.542 nuclei familiari soggetti a imposta. Di questi, circa 2,7 milioni non avevano un’imposta sul reddito accertata.

Si tratta di circa il 45% del totale.

Esistono diverse ragioni per cui un nucleo familiare può non avere alcun obbligo fiscale nei confronti dell’IRS, tra cui un reddito imponibile basso e l’effetto di detrazioni e agevolazioni.

Ciò non significa che tali nuclei familiari non contribuiscano in alcun modo al gettito fiscale.

Chi non paga l’IRS può comunque versare l’IVA sugli acquisti, le accise sui carburanti e altre imposte indirette, a seconda delle circostanze.

Il rapporto mostra inoltre che il lavoro dipendente rimane la fonte più comune di reddito dichiarato, con oltre cinque milioni di contribuenti che dichiarano redditi da lavoro.

Il reddito da pensione compare nei registri di circa 2,6 milioni di contribuenti, mentre circa 1,6 milioni dichiarano redditi da attività imprenditoriali o professionali.

Questi gruppi si sovrappongono. Una persona può ricevere uno stipendio, percepire una pensione o ottenere redditi da locazione nel corso dello stesso anno fiscale.

Uno dei limiti individuati dai ricercatori riguarda i redditi da risparmio e da investimenti.

A differenza dei redditi da lavoro dipendente o da locazione dichiarati nella categoria F, alcuni rendimenti da investimenti, tra cui interessi e dividendi, possono essere tassati separatamente senza figurare nella dichiarazione dei redditi annuale presentata all’IRS.

Di conseguenza, i ricercatori non possono tracciare un quadro completo del numero di persone che percepiscono redditi da investimenti basandosi esclusivamente sulle statistiche fiscali.

Questo aspetto è rilevante quando si confrontano diverse tipologie di contribuenti, poiché le cifre non tengono conto di ogni fonte di reddito allo stesso modo.

Per il mercato immobiliare portoghese, la cifra di 800.000 è utile, ma risponde solo in parte alla domanda.

Ci indica quanti contribuenti hanno dichiarato una particolare categoria di reddito immobiliare nel 2024. Non stabilisce il numero totale di alloggi in affitto disponibili, le dimensioni del mercato locativo informale, né se un numero maggiore di immobili stia diventando disponibile per gli inquilini.

Per rispondere a queste domande sono necessari dati specifici sul mercato immobiliare e su quello degli affitti.

Lo studio offre comunque un utile promemoria su quante famiglie portoghesi abbiano un qualche legame con il reddito immobiliare, anche mentre il Paese continua a discutere dell’accessibilità degli alloggi e della tassazione dei proprietari.

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