Come riportato da ECO, martedì 21 luglio il governo portoghese ha presentato formalmente a Bruxelles l’ultima richiesta di revisione. Si ritiene che le modifiche siano state sollecitate dalla Commissione europea per aiutare il Portogallo a raggiungere gli obiettivi del piano ed evitare di dover restituire i finanziamenti europei legati a progetti che rischiano di non rispettare le tappe concordate.

Tale richiesta è stata inoltre registrata sul portale online della Commissione europea dedicato al Meccanismo per la ripresa e la resilienza (RRF), il programma di investimenti di punta dell’UE per il periodo post-pandemia.

Reindirizzamento degli investimenti

Il Piano per la ripresa e la resilienza ha subito una serie di revisioni sin dal suo avvio per tenere conto delle mutevoli tempistiche di attuazione, delle pressioni inflazionistiche e della necessità di riorientare gli investimenti verso progetti ritenuti più idonei a essere portati a termine entro le rigide scadenze del programma.

Nel maggio 2023, la modifica più significativa è stata l’aumento della dotazione del Portogallo da 16,6 miliardi di euro a 22,2 miliardi di euro, derivante da un ricalcolo delle sovvenzioni dell’UE, da finanziamenti aggiuntivi attraverso l’iniziativa REPowerEU e dalla decisione del Portogallo di avvalersi maggiormente della componente di prestito disponibile nell’ambito del dispositivo.

Tale aumento ha inoltre incrementato in modo sostanziale gli impegni del Portogallo, portando il numero di riforme concordate, traguardi e obiettivi di investimento da 341 a 501, una delle serie di obblighi più ampie tra gli Stati membri dell’Unione europea che partecipano al Meccanismo per la ripresa e la resilienza.

Secondo l’ECO, diversi importanti progetti infrastrutturali sono stati successivamente rimossi dal Piano di Ripresa e Resilienza (RRP) a causa dei timori che non potessero essere completati prima della scadenza prevista dall’UE per l’erogazione dei fondi. Tra questi figurano l’ampliamento delle linee Rossa e Viola della metropolitana di Lisbona, il nuovo ospedale Todos-os-Santos a Lisbona, la presa d’acqua di Pomarão, l’impianto di desalinizzazione dell’Algarve e la diga di Crato.

Il governo portoghese ha ribadito che tali progetti andranno comunque avanti avvalendosi di fonti di finanziamento alternative, quali il programma «Portogallo 2030», il bilancio dello Stato e i finanziamenti della Banca europea per gli investimenti (BEI). È già stata approvata la normativa necessaria per facilitare il trasferimento dei progetti tra i diversi meccanismi di finanziamento ed evitare qualsiasi rischio di doppio finanziamento.

Come riportato da Expresso, nel corso dell’ultimo anno il Portogallo ha intensificato gli sforzi per massimizzare l’assorbimento dei fondi europei prima della conclusione del Meccanismo per la ripresa e la resilienza nel 2026. Il governo ha ripetutamente affermato che la revisione del piano mira a salvaguardare gli investimenti piuttosto che a ridurli, consentendo ai progetti che subiscono ritardi di proseguire nell’ambito di altri programmi di finanziamento dell’UE o nazionali.

Progetti di riforma

Il Portogallo ha già ricevuto diverse rate da Bruxelles dopo aver raggiunto con successo le successive tappe fondamentali in materia di riforme e investimenti.

Nel maggio 2026, il Paese ha presentato la sua nona richiesta di pagamento, per un valore di circa 2,3 miliardi di euro, a seguito dell’approvazione della precedente revisione del piano.

Inoltre, il Portogallo ha beneficiato anche dello Strumento di sostegno tecnico (TSI), attraverso il quale la Commissione europea ha sostenuto 116 progetti di riforma che riguardano la pubblica amministrazione, la sanità, l’istruzione, l’alfabetizzazione finanziaria, la spesa pubblica e la trasformazione digitale. Secondo la Commissione, la digitalizzazione è rimasta una delle principali priorità sia per il settore pubblico che per quello privato.

L’ultima richiesta di revisione sarà ora valutata dalla Commissione europea, che dovrà determinare se le modifiche proposte siano coerenti con gli obiettivi del Meccanismo per la ripresa e la resilienza prima di darne l’approvazione.