L'azienda aggiungeva automaticamente alle fatture dei consumatori un addebito compreso tra 33,88 € e 45 €, indicato come “gestione amministrativa delle contravvenzioni”, ogni volta che un conducente commetteva un'infrazione stradale mentre utilizzava uno dei suoi veicoli, giustificando tale addebito con i costi di elaborazione e le spese sostenute per comunicare l'identità del trasgressore alle autorità.

L’autorità spagnola per la tutela dei consumatori ha concluso che tale addebito costituisse una clausola contrattuale abusiva, dato che l’articolo 11 della Legge spagnola sul traffico, la circolazione dei veicoli a motore e la sicurezza stradale stabilisce già l’obbligo legale per il proprietario del veicolo di identificare il conducente in caso di infrazione, precludendo così il trasferimento di tale costo al consumatore.

Tale pratica violava la Legge Generale per la Difesa dei Consumatori e degli Utenti, in quanto imponeva un costo sproporzionato che avvantaggiava l’azienda a scapito del cliente.

L’indagine è scaturita da un reclamo presentato dall’associazione dei consumatori basca EKA/ACUV. Da essa è emerso che Avis ha continuato ad applicare tale commissione anche dopo che un tribunale di Vitoria-Gasteiz aveva dichiarato nulla e priva di efficacia la clausola nel settembre 2020. Il persistente ricorso alla clausola illegale ha indotto le autorità a tutela dei consumatori a classificare la violazione come aggravata. Conclusosi ora il procedimento amministrativo, Avis può impugnare in tribunale la multa di 1 milione di euro.