Il Governo ha approvato una nuova proposta in materia di interoperabilità basata su un principio semplice: i cittadini e le imprese dovrebbero fornire allo Stato le stesse informazioni una sola volta.

Se un documento o un'informazione è già in possesso di un'autorità pubblica, un'altra autorità dovrebbe ottenerla direttamente, anziché chiedere alla persona interessata di fornirla nuovamente.

La modifica potrebbe applicarsi a procedure amministrative comuni che prevedono documenti quali i certificati che attestano l’assenza di debiti in sospeso nei confronti dell’Agenzia delle Entrate o della Previdenza Sociale.

La proposta dovrà ora essere esaminata dall’Assemblea della Repubblica prima che il nuovo sistema possa entrare pienamente in vigore.

I servizi pubblici condivideranno le informazioni

Al centro del piano vi è l’attuale Piattaforma di Interoperabilità della Pubblica Amministrazione portoghese, nota come iAP.

L’uso della piattaforma diventerebbe obbligatorio per gli enti pubblici soggetti al nuovo regime, consentendo lo scambio sicuro di informazioni tra le diverse autorità.

In termini pratici, il Governo intende evitare che i cittadini fungano da messaggeri tra i diversi rami dell’amministrazione portoghese.

Chi presenta una domanda per una licenza o deve espletare un’altra procedura pubblica, ad esempio, non dovrebbe più essere costretto a ottenere un documento da un dipartimento governativo semplicemente per consegnarlo a un altro.

Il Governo afferma che il sistema condividerà solo le informazioni necessarie per il servizio specifico fornito e che continueranno ad applicarsi le norme vigenti in materia di protezione dei dati.

L’Agenzia per la Riforma Tecnologica dello Stato (ARTE), che gestisce l’infrastruttura, faciliterà lo scambio di informazioni senza accedere al contenuto dei dati trasmessi.

Le norme sono destinate a coprire un ampio settore del settore pubblico, compresi gli enti del governo centrale, i comuni, i servizi comunali e le aziende pubbliche che forniscono servizi pubblici. Sono incluse anche le regioni autonome, fatte salve le necessarie modifiche.

Si potrebbero risparmiare miliardi

Il governo ritiene che la riduzione delle pratiche burocratiche ridondanti possa avere un impatto economico significativo.

Prendendo come riferimento l’esperienza dell’Estonia nell’ambito della pubblica amministrazione digitale, stima che una maggiore interoperabilità potrebbe alla fine produrre risparmi pari al 2% del PIL portoghese, ovvero circa 6 miliardi di euro all’anno.

Tale cifra è una stima piuttosto che un risparmio garantito e dipende dall’ampiezza con cui il sistema verrà infine implementato.

Il ministro della Presidenza António Leitão Amaro ha affermato che chiedere ripetutamente ai cittadini informazioni già in possesso dello Stato comporta costi inutili sia in termini di tempo che di denaro.

Il Portogallo dispone già di gran parte della tecnologia necessaria per lo scambio di informazioni tra enti pubblici, ma il governo sostiene che il suo utilizzo sia stato limitato da requisiti quali il consenso ripetuto e accordi individuali tra le diverse autorità.

Il nuovo regime mira a rimuovere alcuni di questi ostacoli.

Il Portogallo si sta inoltre inserendo in un più ampio movimento europeo verso il principio del «once-only». Il sistema tecnico «Once-Only» dell’UE è progettato per consentire ai cittadini e alle imprese che completano procedure amministrative transfrontaliere di riutilizzare le informazioni già in possesso delle autorità pubbliche in altre parti dell’Unione europea.

Per chiunque sia abituato a raccogliere certificati e a trasferire informazioni da un servizio pubblico portoghese all’altro, questo cambiamento potrebbe, a lungo termine, semplificare notevolmente i rapporti con la Pubblica Amministrazione.