I lavoratori portoghesi scelgono sempre più spesso il proprio datore di lavoro in base alle prestazioni di assicurazione sanitaria offerte dall’azienda. Nel 2026, il 40% dei dipendenti afferma che questo fattore è stato un motivo importante nella scelta della propria attuale azienda, rispetto al 27% del 2024, secondo quanto riporta Executive Digest.

I dati provengono dalla quinta edizione del WTW Health Insurance Barometer, pubblicato martedì scorso da WTW. Il barometro analizza l’evoluzione del mercato portoghese e il ruolo delle prestazioni sanitarie nell’attrarre talenti per le aziende.

I benefici sanitari contribuiscono a fidelizzare i lavoratori

L’assicurazione sanitaria è considerata importante anche per la fidelizzazione dei dipendenti, e la percentuale di questi ultimi che ritiene tale beneficio rilevante per rimanere in azienda è passata dal 40% al 43% tra il 2024 e il 2026.

La retribuzione, la flessibilità nell’organizzazione del lavoro e le opportunità di incentivi variabili sono i tre fattori più importanti nella scelta di un nuovo datore di lavoro, mentre il pacchetto di benefici si colloca al quarto posto.

«Il contesto è cambiato e le aspettative dei dipendenti sono aumentate. La sfida principale non è più quella di disporre del programma più completo, ma di garantire che i dipendenti comprendano, utilizzino e apprezzino i benefici offerti. Un beneficio che non viene conosciuto ha lo stesso impatto di un beneficio che non esiste», afferma Alexandre Falcão, Direttore Associato, Salute e Benefici, presso WTW Portogallo.

Cresce la domanda di servizi per la salute mentale

Il barometro rileva inoltre cambiamenti nell’utilizzo di specifici servizi sanitari; i costi pro capite associati alle consulenze psicologiche sono aumentati del 40% nel 2025, mentre quelli relativi alle cure psichiatriche sono cresciuti del 14%, a testimonianza di una crescente domanda di assistenza per la salute mentale.

La telemedicina continua a espandersi

Anche la telemedicina ha mantenuto il proprio percorso di crescita: nel 2025 sono state effettuate oltre 287.000 visite, il 13% in più rispetto al periodo precedente.

Le aziende stanno inoltre rafforzando la copertura in settori quali le cure odontoiatriche e i farmaci.

Il benessere dei dipendenti rimane basso

Il barometro rivela inoltre che, nonostante il potenziamento dei programmi sanitari, i livelli complessivi di benessere dei dipendenti rimangono bassi; solo il 14% dei dipendenti intervistati ha dichiarato livelli elevati di benessere generale. Il sovrappeso o l’obesità figuravano tra i principali fattori di rischio, interessando quasi la metà dei dipendenti, mentre livelli elevati di stress sono stati segnalati da oltre un terzo dei partecipanti.

Lo studio individua una relazione tra benessere e produttività: i dipendenti classificati ad alto rischio subiscono perdite di produttività significativamente maggiori rispetto a quelli con livelli elevati di benessere.

La salute come strategia aziendale

Alla luce di questi risultati, WTW ritiene che la sfida per le aziende non sia solo quella di aumentare il numero di iniziative, ma di garantire che i programmi esistenti siano utilizzati in modo efficace e producano cambiamenti nel comportamento dei dipendenti, come riporta Executive Digest.

WTW individua tre priorità per i prossimi anni: misurare il valore dei programmi al di là dei costi e dell’utilizzo, anticipare i rischi attraverso la prevenzione e l’intervento precoce e integrare la salute nelle strategie aziendali relative al talento e alla produttività.

«La salute non è più solo un beneficio. È diventata una decisione strategica in materia di talenti, produttività e sostenibilità. Quando il benessere è considerato isolatamente, genera iniziative. Quando fa parte della strategia dell’organizzazione, genera risultati», afferma Pedro Nini de Oliveira, direttore associato del settore Salute e Benefici presso WTW Portogallo.

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