L’outlook positivo riflette la valutazione secondo cui la crescita economica del Portogallo “continuerà a sostenere livelli crescenti di ricchezza, nonostante l’attuale volatilità”, si legge nella decisione pubblicata.

L’agenzia di rating ritiene che «la conduzione prudente delle politiche, nonostante la frammentazione politica, consentirà allo Stato di assorbire le potenziali pressioni di bilancio, quali i cambiamenti demografici e le esigenze in materia di difesa, senza compromettere la riduzione in corso del debito pubblico netto».

S&P prevede che la crescita economica del Portogallo rimarrà resiliente fino al 2026, con una crescita del PIL prevista dell’1,7%, mantenendosi a livelli simili a partire dal 2027.

Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi dell’energia, causato dalle interruzioni nello Stretto di Ormuz, l’agenzia stima che «avrà un impatto moderato sull’economia portoghese nel 2026, data la bassa intensità energetica del Paese, la resilienza della stagione turistica finora osservata e l’accelerazione delle spese in conto capitale nell’ambito del programma Next Generation EU (NGEU)».

Dopo il 2026, e a meno di un altro shock esterno, S&P prevede che la crescita si manterrà su livelli simili, poiché «il calo dei prezzi dell’energia sosterrà le esportazioni nette e i consumi privati compenseranno il rallentamento degli investimenti dopo il picco del NGEU».

Per quanto riguarda le finanze pubbliche, l’agenzia prevede che il debito pubblico continui il suo percorso discendente, pur riconoscendo che il sostegno di emergenza al settore energetico e i costi di ricostruzione legati agli eventi climatici potrebbero determinare disavanzi di bilancio nel 2026 e nel 2027.

«Prevediamo che il debito pubblico netto scenderà al 75% del PIL entro il 2029», si legge nel testo, una traiettoria che, guidata da una politica fiscale prudente, «fornisce il margine necessario per assorbire le pressioni strutturali a lungo termine, quali l’aumento delle esigenze in materia di difesa e l’invecchiamento della popolazione».

S&P prevede un leggero peggioramento con un disavanzo dello 0,2% del PIL quest’anno, «tenendo conto dell’impatto fiscale delle misure di sostegno in risposta alla tempesta atlantica Kristin (0,4% del PIL) e delle misure di sostegno al settore energetico (0,1% del PIL)».

L’impatto negativo dovrebbe essere mitigato dagli effetti dei trasferimenti di entrate a partire dal 2025, dalla mancata applicazione di nuove riduzioni della ritenuta alla fonte IRS, da consumi privati sostenuti e da afflussi straordinari, quali la distribuzione dei dividendi da parte della Caixa Geral de Depósitos (0,4% del PIL) e i proventi derivanti dalla vendita di alloggi sociali (0,1% del PIL), secondo le stime dell’agenzia.

Dopo il 2026, il saldo di bilancio dovrebbe rimanere in equilibrio, prevede l’agenzia, man mano che le misure di emergenza e l’intenso ciclo di spesa in conto capitale alimentato dai sussidi del NGEU verranno gradualmente eliminati.

Si tratta della seconda valutazione di S&P sul debito portoghese; a febbraio l’agenzia aveva deciso di mantenere il rating del Portogallo a A+, modificando però l’outlook da «stabile» a «positivo».

Il rating è una valutazione assegnata dalle agenzie di rating finanziario che ha un impatto significativo sul finanziamento di paesi e aziende, in quanto valuta il rischio di credito.